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I LAICI MEDITANO IL MESSAGGIO 1/14


Introduzione
Il percorso dei Laici Salettini di Roma è iniziato quando nell’ottobre nel 2009 due coniugi della Parrocchia di Nostra Signora de La Salette sono stati invitati da P. Heliodoro a partecipare all’incontro dei Laici Salettini di alcune Province Europee a La Salette in Francia.
L’obiettivo era quello di formare, nella nostra Parrocchia, un gruppo di persone che, disposte a fare comunità, si impegnassero a vivere la vita cristiana dando una maggiore rilevanza alla preghiera riparatrice, all’impegno apostolico richiesto dall’essenza
del Messaggio e ad operare nello spirito dell’annuncio della Riconciliazione. Questo non implica gravare la vita di ulteriori pesi ed incombenze, bensì rimanere nell’ordinario e nel quotidiano con uno spirito nuovo.
Il tutto è stato, volutamente, proposto ad un numero limitato di persone che già frequentavano la Parrocchia per iniziare un nucleo in grado, poi, di testimoniare la validità dell’iniziativa. Il primo obiettivo è stato quello di creare tra noi un clima di amicizia e di fraternità poiché la reciproca conoscenza era solo superficiale, in quanto operavamo in Parrocchia ma in ambiti diversi quali la Caritas, la catechesi nelle sue numerose fasi, l’oratorio, la liturgia, i ministri straordinari, la Legio Mariae, l’ufficio parrocchiale, il volontariato in genere e la redazione della rivista La Salette, inoltre il gruppo era composto da persone di età, esperienze lavorative e scelte di vita diverse.
Già dal primo incontro tutti abbiamo ammesso di conoscere il Messaggio poco e superficialmente e, non sempre per colpa nostra, ma perché spesso presentato solo per sommi capi. Bisognava, quindi, per entrare pienamente nello spirito della Riconciliazione, non solo studiare nella globalità ciò che la Vergine ci ha detto, ma meditarlo parola per parola.
Il Messaggio
La Vergine non ha parlato a caso, ha parlato in nome di Dio e con la forza del Fuoco dello Spirito, ha soppesato ogni parola ed ognuna ha una valenza eccezionale: basti pensare a quel “SE” che è il simbolo della nostra responsabilità, della libertà dei figli di Dio ed anche a quel “E VOI NON CI FATE CASO”.
Abbiamo quindi suddiviso il Messaggio in quattordici frasi ed iniziato a meditarlo seguendo più o meno questa traccia: che cosa, in questo momento della tua vita, La Vergine “dice” a te? Perché? Quali valori hai scoperto o riscoperto? Come intendi viverli, attuarli e farli conoscere?
Ci incontravamo, con cadenza mensile e, sotto la guida di Padre Heliodoro, condividevamo le riflessioni
Non abbiamo avuto difficoltà ad accettare questo metodo di lavoro, anche se, pur essendoci tra noi una conoscenza-amicizia, non c’era una confidenza tale da permettere una totale apertura al dialogo. Questo stile di lavoro ha ottenuto un notevole successo: più meditavamo il Messaggio, più ci affascinava, più ne scoprivamo la ricchezza e più cresceva fra noi l’amicizia e la carità. Abbiamo iniziato anche a scrivere queste nostre meditazioni che, in seguito, abbiamo raccolto e pubblicato sulla Rivista Missionaria Mariana bimestrale “La Salette”. Purtroppo il limitato spazio concesso alla Rubrica “I laici meditano il Messaggio”(solo 42 righe) ci ha costretto a riassumerle.
Sono solo meditazioni di laici, senza alcuna pretesa, ma con un unico e significativo filo conduttore: le parole di Maria.

I LAICI MEDITANO IL MESSAGGIO 1
Avvicinatevi
L’Apparizione della Vergine a La Salette lascia sconcertato chi per la prima volta ne sente parlare.
Sabato 19 settembre 1846, Massimino Giraud di 11 anni e Melania Calvat di 15 anni, abitanti a La Salette, un piccolo paese del dipartimento dell’Isere, portando al pascolo le mucche sul monte sovrastante a 1800 m, vedono, in un globo di luce, una Bella Signora “seduta” su di un sasso che, con il viso nascosto tra le mani, piange.
Nel valloncello i pastorelli restano perplessi di fronte a tale visione. Anche se notevolmente spaventati, la loro reazione oscilla tra un senso di imbarazzo di fronte al pianto e la curiosità di conoscere quella donna che mostrava palesi segni di sofferenza.
La Vergine “sta seduta” e questo fa pensare che il dolore arrecato dai peccati degli uomini sia addirittura superiore a quello che ha sofferto quando, secondo l’iconografia tradizionale, stava “in piedi” sotto la Croce. Piange, come piangeva allora e come piangono tutte le mamme del mondo quando i figli recano loro un dolore insopportabile. Piange con abbondanti lacrime e, con infinita tenerezza, ce lo mostra per arrivare a “toccare” il cuore di noi suoi figli. Ma il nostro cuore è di carne o di pietra? (cfr Ez 11, 19-20).
La Vergine si alza e parla: “AVVICINATEVI” è la prima parola che rivolge ai due pastorelli. Non è un ordine ma una esortazione, un invito a stabilire un rapporto affettivo. I pastorelli poi commenteranno: “ce lo disse con un tono così dolce che non avemmo più paura”.
Il primo passo lo fa la Vergine che va incontro a Massimino e Melania e anche loro le si avvicinano tanto che, come riferisce Massimino, tra loro non c’era lo spazio per un’altra persona.
La Madonna è ora sullo stesso “livello” dei ragazzi, anche se la sua statura li costringe a guardare in alto.
La Bella Signora ha sul petto una croce con il Cristo che sembrava vivo. Ai lati dei bracci della croce vi sono un martello e un paio di tenaglie. La Vergine viene non per se stessa, ma per mostrarci suo Figlio, per portarci l’Emanuele, il Dio con noi e per mostrarci la sua piena adesione alla volontà del Padre, adempiendo al misericordioso compito di essere nostra madre: “Avvicinatevi” è un richiamo che, a nome di Cristo, la Madonna, in ogni momento fa anche a noi: ma a quanti “avvicinatevi” non abbiamo risposto?
L’abbiamo forse allontanata come gli albergatori di Betlemme dicendo che per Lei e per Suo Figlio nella nostra casa non c’è posto perché è già piena di egoismo, pigrizia, poca fede, rabbia, rancore ecc.. o come il giovane ricco ce ne siamo andati tristi?
Gli Evangelisti raccontano delle innumerevoli volte in cui Gesù ha detto “avvicinatevi”: ai pescatori del lago, ai fanciulli, a Zaccheo, a Tommaso ecc. fino a incontrare Giuda per ricevere l’ultimo bacio.
Fa riflettere anche il fatto che nel VT (Esodo 3,5) Dio dice a Mosè “non avvicinarti oltre, togliti i calzari”, nel NT, invece, possiamo dire che la distanza tra il Creatore e le sue creature, mediante il mistero dell’Incarnazione di Cristo, si è immensamente accorciata.
A La Salette, infatti, Maria ci vuole vicino, così come siamo, con le nostre scarpe, con il peso delle nostre scarpe infangate, ben piantate per terra, che rappresentano le nostre debolezze (L’Apparizione a La Salette è l’unica in cui la Vergine indossa le scarpe). La Madonna dopo la sua esortazione ad avvicinarci è in attesa di una risposta. Non forza la nostra volontà, come non ha forzato quella degli umili pastorelli; ma solo se saremo veramente liberi e consapevoli di scegliere di “avvicinarci” saremo in condizione di “sentire” il suo Messaggio e di dare una svolta definitiva alla nostra vita.

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